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USAP - Unione Sportiva Amatoriale Poggibonsi

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Campionato Eccellenza UISP 2019/2020– 5ª giornata

 

 

 

 

 

 SAN GIMIGNANO SPORT - USAP ASD ELEMAC  2-1 (1-1)

 

Belvedere in SanGimignano, 21/10/2019

 

San Gimignano Sport  -  Usap ASD Elemac   2-1   (1-1)

 

San Gimignano – Bettini (22’ Ulivelli), Mugnaini, Carmusciano; Bagni, Targi A., Ninci; Governa, Bruni, Gelli, Borgianni (74’ Fiaschi), Sordi (51’ Guazzini).

A disposizione: Targi f., Bassi, Corsoni, Mannozzi, Castaldo, Bellucci.

All.  Rotolo.

 

Usap ASD Elemac – Romano, Bertola, Rocchi S.; Giannini (70’ Metaj), Caropreso, Fedi; Pogosean, Rapaj (60’ Bartarelli), Boldrini, Saine, Puccio.

A disposizione: Santoro, Deyeh, Doku, Besjan, Angiolini, Mouslim, Spedale.

All. Pellegrino.

 

Arbitro: Sig. Ivan Bogi

 

Reti: 5’ Sordi, 35’ Boldrini, 46’ Governa.

 

Note: Posticipo notturno sul sintetico di Belvedere leggermente spazzato da una fastidiosa brezzolina, terreno di gioco lungimirante. Presenza della bellezza di 78, ottimisti e divertiti, spettatori, con ampia rappresentanza del Club Femminile Amiche e Parenti Sangimignanesi. Espulso Boldrini per antipatia congenita. Ammoniti una serqua di giocatori fra i quali ricordiamo: Bagni (che ha usufruito di bonus di almeno sette partite), Puccio (così impara a lamentarsi sempre degli strapazzamenti subiti dagli avversari), Bartarelli (così impara a restare in piedi quando lo scalciano da tergo in piena area), Giannini e Pogosean (sacrosante), e un paio di riserve del Sangimignano entrate nel finale per venialità (allontanamento del pallone ad azione finita sul fondo prima del rinvio del portiere; ostacolo sul rinvio del portiere da una distanza di almeno un paio di metri con la palla che se ne era già andata oltre la metacampo) per il quale, se comminate a Bagni dopo la sua celere prima ammonizione (10’) per le medesime intenzioni, il Sangimignano avrebbe giocato oltre metà partita in dieci.

 

Il posticipo notturno della quinta giornata di andata arride al Sangimignano Sport che ha la sicurezza di avere la meglio sulla più tenace e combattiva Usap asd Elemac dell’anno, nelle sue considerazioni numeriche, con il triplice fischio quando scocca il martelletto che rintocca il recupero di un numero imprecisato di minuti (da tre a sei, in corso d’opera), conservando il prezioso vantaggio acquisito dal colpo di testa ravvicinato di Governa (sempre lui, con l’Usap) dopo appena sei minuti della ripresa, a corollario dello schema “a trenino” su azione di calcio d’angolo che l’Usap ha patito tremendamente ed irrimediabilmente, in tutta la partita (primo gol compreso).

 

Governa, di fatto, è risultato, oltrechè l’implacabile giustiziere dell’Usap (suo anche l’assist di testa per il primo gol in acrobazia di Sordi al 5’), il migliore in campo per distacco, per il tambureggiante lavoro al corpo praticato lungo tutto l’out destro riuscendo a sbucare spesso e volentieri alle spalle della guardia di Rocchi, regalando, così, ai neroverdi di casa, lo sbocco ideale per offendere l’Usap laddove si è dimostrata più fragile. Su quell’out, Rapaj (pur giocando una egregia partita in fase di proposizione) non riesce a dare il contributo adatto per garantire il necessario filtro al compagno di fascia. Come, del resto, Boldrini sull’out opposto che risponde alle ripartenze di Carmusciano con quell’esitazione di ritardo che costringe Bertola ad affannose rincorse per colmare i gap provocati dalle sovrapposizioni degli avversari, anche se spesso vincenti.

Il primo affondo, quasi riuscito, è dell’Usap con il prolungamento al volo di Rapaj per lo scatto in profondità di Puccio che viene, però, raggiunto e contrato dal recupero di Targi all’imbocco dell’area.

 

La risposta del Sangimignano è letale! Al 5’ usufruisce di un calcio d’angolo (opinabile il fatto che il pallone sia uscito prima di aver provocato il corner, ma la distanza visiva del triangolo arbitrale è troppo distante per valutarne l’esattezza della portata) sul quale già realizza la rete con lo sviluppo più essenziale: ultimo uomo che si sgancia dal trenino incontro al pallone che gli giunge rasoterra e secco tiro nell’angolino opposto, il tutto vanificato dall’invenzione arbitrale (in realtà fischia prima del tiro, ma ciò non vuol dire che non abbia inventato) di contatti come ce ne sono migliaia in una partita, in area, su calcio d’angolo (che se si dovessero fischiare tutti……..). Calcio d’angolo ribattuto, dunque, ma esito finale sempre vincente con una rappresentazione scenica completamente diversa: pallone che trasvola l’intera area per raggiungere Governa, sganciatosi dal trenino in traiettoria laterale, e colpo di testa ad uso assist al centro dell’area che viene raccolto da Sordi con una scosciata acrobatica che non lascia spazio ad alcun tentativo di risposta di Romano. Spettatori non paganti, nel merito, l’intera difesa dell’Usap.

 

Tuttavia l’Usap  non cade nel disarmo dei passati svantaggi e reagisce con buon carattere ed anche con un pizzico di puntigliosità. Si impossessa del centrocampo con la caparbietà di Fedi e Giannini (entrambi costretti a cantare e portare la croce, per cui, gli sbagli in cui a volte incorrono si rimembrano più evidenti, accentuati dallo scarso appoggio ricevuto dalle altre componenti) che riescono ad innescare con maggiore frequenza le ali di Rapaj (in particolare) e Boldrini (con un po’ più di arruffo).

 

Da qui scaturiscono un paio di ghiotte occasioni come quella per Puccio che si vede favorito da un rimpallo e, poco entro l’area, lascia partire un destro impreciso, oltre la traversa, piuttosto che quella originata da un’intuizione di Rapaj che attira su di sé un paio di avversari per tranciare, poi, un invitante diagonale in area sul quale, purtroppo, il compagno più avanzato è Saine, che non ha il “killer istinct” dell’attaccante, e si lascia sfuggire l’opportunità.

 

Da qui entra in scena Bagni, finora orchestrato sottotraccia, che s’oppone quasi da solo al predominio territoriale dell’Usap in mezzo al campo, prima prendendosi quell’ammonizione che, a regola avrebbe dovuto condizionarlo per il resto della partita (obiettivamente molto “larga” originata da una risposta in controversia all’arbitro – non un’offesa, sottolineiamo – ma che per certi tipi di direzione è più grave di una granata gettata in mezzo alla gente), poi scovando un gran “break” centrale che lo conduce fin quasi al limite dell’area per un tiro (non forte, ma ben piazzato) che costringe Romano ad un prodigioso intervento a terra per schiaffeggiare via la sfera dallo specchio della porta.

 

Nella parte centrale del tempo  la partita ha un andamento ben delineato: l’Usap che propone; il Sangimignano che contropiedizza.

 

Improvvisamente ecco l’episodio che potrebbe aiutare la svolta degli ospiti: Bettini esce pressoché avventatamente fuori dell’area (lato sinistro) per scalciare via un pallone in contrasto con Boldrini che sta arrivando. Ci riesce, ma la sua caviglia subisce un forte contraccolpo girandosi, che lo costringerà ad abbandonare lasciando il posto a Ulivelli, dotato di buona esperienza, ma apparso non molto adeguato ad affrontare certe situazioni di gioco (poco dopo, difatti, viene chiamato a rispondere ad un chilometrico tiro di Saine, telefonato e deboluccio, che si lascia sfuggire in calcio d’angolo….. tanto per rendere l’idea).

 

Tuttavia l’Usap non coglie appieno l’occasione e si fa prendere dalla sindrome del ”braccino corto”

La prova? Una decina di minuti dopo l’ingresso di Ulivelli, l’Usap batte un calcio d’angolo dalla sinistra difensiva, sulla traiettoria arcuata l’intera difesa va a coprire le punte ospiti e la palla passa per ricadere proprio sulla testa di un avanzatissimo Caropreso che, convinto molto probabilmente di essere nella propria area anziché in quella avversaria, appoggia di testa con delicatezza fra le braccia del portiere scambiando Ulivelli per Romano.

 

La domanda successiva, allora, è : “e come caspita ha fatto l’Usap a cogliere il pareggio se colpita dalla sindrome del “braccino corto”?” Le spiegazioni possono essere molteplici e variegate, ma la più semplice di tutti è insita nell’accoppiata “prodezza/cappellata” che mai, come in questa occasione, sono andate così concordemente a braccetto. Rapaj, nell’unica occasione di tutta la partita che le punte dell’Usap si scambiano di posizione, si ritrova sull’out destro laddove raccoglie un passaggio filtrante di Giannini, schizza fino in fondo al campo saltando l’avversario diretto e rimette palla indietro in area (la prodezza); vi è l’anticipo netto nonché figurativo di Mugnaini che è in possesso di palla, ma improvvisamente gli sfugge tra le gambe (la cappellata), ed è lì che si fionda “falco” Boldrini agguantandola e trascinandola fino dentro la porta senza dare scampo ad Ulivelli (inesimibile).

 

Partita rimessa, dunque, per l’Usap (è la prima volta quest’anno), con la quale si alimenta una verve particolare d’accostare alla battaglia che l’aspetta.

 

Tuttavia il Sangimignano non accusa lo scorno. Anzi si catapulta in avanti proponendo già un paio di tiri da fuori area che avvicinano i pali di Romano (Bagni e Governa), fino a quando, in pieno recupero, non ha la clamorosa occasione per riportarsi in vantaggio, ancora su calcio d’angolo, con la difesa che balla un bel “fox-trot” e sfera che rimbalza aggraziata ed invitante centralmente davanti a Gelli a pochi passi dalla porta, con neanche nessun avversario nei dintorni, solo lui ed il portiere in quel metro quadrato di un’area affollata di gente. Tiro secco, ma Romano alza il braccio giusto e devia, quel tanto per far scorrere la palla fuori dallo specchio della porta e, sul tap-in laterale di Governa, Rocchi ci mette lo zampone per deviare definitivamente in angolo. In tanto nel finale di tempo iniziano i “bonus” per Bagni: pallone allontanato, senza valido motivo se non quello di ritardare l’azione avversaria.

 

Inizia la ripresa con la riproposizione degli stessi effettivi che hanno terminato la prima parte di gioco.

 

Ma, subito, si avverte il maggior impeto del Sangimignano nel riappropriarsi del match, alzando i terzini e intensificando un pressing che comincia a farsi anche profondo.

 

Bertola, piuttosto che Pogosean, sono attaccati fin dall’uscita dall’area di rigore e costretti, quindi, ad avvalersi di Romano  per il lungo rilancio alla ricerca di un respiro che Giannini e Fedi non sembrano più in grado di riconfermare con la continuità del primo tempo.

 

Il Sangimignano, pertanto, riesce ad approfittare della favorevole sinergia tornando in vantaggio, ancora su calcio d’angolo.

 

Stavolta è Governa (il più basso di tutti) che, sullo spagnolio del trenino scompare e riappare come Nightcrawler (Bamf!) dinanzi a Romano indirizzando il colpo di testa nell’angolo alla sinistra del portiere.

 

Siamo appena al 6’ della ripresa, ma la strada torna a farsi inerpicabile per l’Usap, vista l’enorme difficoltà con la quale era stato raggiunto il pareggio.

 

Al 51’ Rotolo cambia lo spento Sordi con l’esperto Guazzini.

 

La reazione ospite, stavolta, è meno veemente, rabbiosa sì, ma non eccessivamente convinta se nelle due/tre occasioni di tiro verso la porta (“in” sarebbe un accostamento eccessivamente generoso), rispettivamente di Fedi, Saine e Puccio, la palla sfila chilometricamente fuori dai pali di Ulivelli.

 

L’unica parvenza di pericolosità espressa potrebbe essere nell’abboccamento per il colpo di testa (ancora) di Caropreso a centro area, da posizione molto favorevole, su cross dalla sinistra, ma il centrale difensivo ospite non riesce ad intercettare il traversone.

 

Di suo canto, il Sangimignano, avvicina in un paio di occasioni il terzo gol con un rasoterra da fuori area di Bruni che Romano va a deviare oltre il palo alla sua destra in bel tuffo, ed uno spunto di Governa chiamato all’affondo da un preciso lancio su cui Romano chiude lo specchio della porta con abilità.

 

A metà tempo Pellegrino rompe gli indugi ed inserisce la punta Bartarelli a sostituire Rapaj.

 

Il baricentro dell’Usap si alza vicendevolmente ed il Sangimignano arretra quel tanto che serve a chiudere gli spazi ai quattro giocatori offensivi dell’avversaria. Bagni spende un altro “bonus” con un fallo a centrocampo, fischiato ….. e basta.

 

L’equilibrio cercato da Pellegrino si contorce poco dopo quando Bagni, in ripiegamento, spazza palla e gambe di Boldrini senza alcuna distinzione (tal proposito mi ricorda il vademecum di Rocco ai difensori del Padova “Voi spazzate tutto ciò che corre a filo d’erba, se è la palla….. pazienza!” – Chiaramente erano altri tempi, però, alle volte, sembrano ritornare, per alcune interpretazioni di parte). L’arbitro non fischia, che diamine, ha preso anche la palla! e, pertanto, dalla seconda ammonizione dell’uno si passa alla prima per il risentimento dell’altro, trasformato in rosso per (aver voluto sentire) l’espressione sottovoce di disaccordo!

 

Il direttore di gara, forse non ancora pronto per certe gare, fa uscire (non volontariamente ovviamente) dal suo solito cappello il coniglio magico del suo carattere puntiglioso,  punendo oltremisura la schiumante rabbia gialloblu che lui sembrava prima innestare e poi sfidare. Poco dopo, difatti, ammonisce anche Puccio per una rimostranza su un intervento avversario (esagerata, si conviene, ma com’è che a situazioni simili non corrispondono provvedimenti simili?). Quando, infine, Bartarelli subisce un pieno e netto fallo in area nel controllo di un pallone, con la visuale apparentemente scoperta dalla posizione arbitrale, il Direttore di gara, forse immerso nel valutare il proprio atteggiamento precedente, non riesce a valutare la obiettiva gravità del fallo e lascia proseguire.

 

Aldifuori della polemica, tengo a precisare, vi è il Sangimignano che fa la partita che deve fare e che, anzi, nel finale sfiora nuovamente il terzo goal con un bel contropiede manovrato e conclusione finale che accarezza i pali della porta difesa da Romano.

 

L’Usap però deve guardarsi ben profondamente in sé stessa poiché anche nell’occasione in cui ha espresso la sua miglior prestazione stagionale, al confronto con un’avversaria che fa dell’organizzazione e della veloce ripartenza l’arma offensiva migliore, ha lasciato emergere quei limiti che ne stanno finora caratterizzando un cammino molto claudicante, dove gli scoramenti, anche sé temporanei, superano in intensità ed esposizione i momenti brillanti, indicando nella mancanza di continuità, soprattutto mentale, il limite più evidente da limare. 

 

                                                                                              Mariano Rocchetta

 

I migliori

 

Sangimignano                                                           Usap

 

Governa                               punti   6             Boldrini                                  Punti   6

Bagni                                             4            Pogosean                                          4

Ninci                                              3            Romano                                           3

Carmusciano                                  2            Rapaj                                               2 

Sordi                                               1           Giannini                                           1


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